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Vecchio 29-11-2006, 00.53.13   #1 Top
Depy Depy non è connesso
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Ciao raga,

qualcuno sarebbe cosi gentile da spiegarmi la teoria del chaos una volta per tutte?
Ne ho sentite a milioni ma fino adesso nessuna si è rivelata efficace......

AIUUUUUUTOOOOOOOOOOOOOOOOOO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! 1

:o :o :o :o :o :o :o :o :o :o :o
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Vecchio 29-11-2006, 01.28.55   #2 Top
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http://it.wikipedia.org/wiki/Caos_%28mitologia%29
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Vecchio 29-11-2006, 10.44.10   #3 Top
Depy Depy non è connesso
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Ma come siamo simpatici questa mattina.....

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Vecchio 29-11-2006, 11.30.37   #4 Top
Burgmanair Burgmanair non è connesso
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Ciao raga,

qualcuno sarebbe cosi gentile da spiegarmi la teoria del chaos una volta per tutte?
Ne ho sentite a milioni ma fino adesso nessuna si è rivelata efficace......

AIUUUUUUTOOOOOOOOOOOOOOOOOO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! 1

:o :o :o
[/b]




:okay103: CiÃ*h-vÃ*h, ghè-pensi-mi, ci-provo-io, speriamo bene?!

Nella scienza classica, il caos era per definizione ,assenza di ordine. Oggi è considerato una dimensione retta da leggi non definibili, infatti, il concetto di disordine è inteso come complessitÃ*.
La teoria del caos è nata quando la scienza classica non aveva più mezzi per spiegare gli aspetti irregolari e incostanti della natura; è innanzitutto una teoria scientifica, nata su sperimentazioni fisiche, biologiche, matematiche, socio-economiche, che ha cambiato l'aspetto del mondo e che in un secondo tempo è stata sintetizzata nelle arti espressive, facendo la sua apparizione nello studio di fenomeni meteorologici.
Le applicazioni pratiche di questa teoria sono dirette nei più svariati campi, in quanto essa permette, con la sua visione della realtÃ*, di scegliere tra una grande abbondanza di opportunitÃ* e di raggiungere il principale obbiettivo della scienza oggi e di sempre trovare per mezzo di quali regole è governato 1' universo e in che modo possiamo usarlo ai nostri tini come vagheggiava Bacone. Nell'affermazione di George Santayana "Chaos is a name for any order that produces confusion in our minds", si conferma che il caos, questo punto, non può più essere visto come casualitÃ* e totale mancanza di ordine, ma unicamente, come un ordine così complesso da sfuggire alla percezione e alla comprensione umana; un ordine con una logica stocastica e inestricabile dove le regole dell'antica idea di armonia platonica non siano più riscontrabili.
Di conseguenza, i sistemi caotici non possono più essere interpretati esclusivamente come imprevedibili anche se irregolari E' fondamentale sottolineare che il caos non è sinonimo di caso (curiosamente suo anagramma) come la logica potrebbe indurre a pensare e non si può parlare di completo disordine, in quanto i sistemi caotici, alla luce delle nuove scoperte della teoria del caos, sono sistemi dinamici sempre prevedibili a breve termine e, quindi, riconducibili ad una logica nuova più o meno complessa. Si può, dunque, paradossalmente affermare, in base a precise scoperte scientifiche, che nel caos c'è ordine.
La nazione di "organizzazione" evidenzia un processo che si dimostra innanzi tutto imprevedibile, non deterministico, partecipe al tempo stesso di ORDINE e DISORDINE, di condizioni di equilibrio e di non equilibrio.
Alla luce di questo la natura ci si presenta sempre più come una realtÃ* difficilmente definibile determinabile. Infatti venuta attualmente meno la pretesa di un suo completo dominio, ci sembra vada meglio avvicinata lÂ’interno di una ricerca aperta che tenga conto di tutti gli elementi che intervengono ; elementi che evidenziano una certa discontinuitÃ* ed ambiguitÃ* nella nozione di natura.
In tal modo non trovano più posto tutti i modelli riduzionisti e continuistici di spiegazione. Emerge, invece, una qualche libertÃ* nelle strutture fisiche non deterministiche inteso; perciò diventa impassibile un suo perfetto padroneggiamento oggettivo.
La natura in quanto tale, si presenta in sé imprevedibile disponibile verso sempre nuove ed inedite possibilitÃ* di sintesi le quali prendono inevitabilmente corpo qualora si verifichino certe circostanze. Ciò avviene però sempre e portare da certe "strutture" di base che sono assolutamente *****. La nuova visione della natura dunque oscilla tra condizioni vincolanti e libertÃ* tra loro dinamicamente convesse. Evidentemente questo conferisce un certo valore allÂ’idea che nella natura vi sia un certo progresso, una sua storia , che non è tuttavia assolutamente indicabile. Come ha giustamente osservato Italo Mancini a proposito della teoria delle catastrofi elaborata da René Thomson, sono ora di fronte ad una ribellione in favore del nuovo, dellÂ’inedito, del dispotismo. Le ragioni del diverso di fronte allÂ’identico.
E, radicalizzando la cosa, direi che esso lega, in forza di questa ribellione, cosmologica e religione. E si dÃ* così al mondo un incremento dÂ’anima, il senso dellÂ’avvenire, quello delle *** e della fuga dagli errori.
La natura al contrario di quanto sostiene Manod, non si trova in un equilibrio morto, dove lÂ’organizzazione del vivente è semplicemente unÂ’eccezione e deve non ci sono le idee di progresso e libertÃ*, ma bensì è qualcosa di organizzato da leggi che regolano il processo tra ordine e disordine. Di conseguenza possiamo affermare che lÂ’universo è in continua trasformazione è in progresso per le sue intrinseche possibilitÃ* e trova spiegazione non dentro di sé, ma altrove.
Questo suggerimento è alla base dell'attuale riflessione sulla natura. Tale apertura conferisce
maggior spazio alla libertÃ* umana che resta irriducibile rispetto ad ogni tentativo di dominio o di comprensione della natura. Ciò restituisce un valore positivo all'uomo che, senza sentirsi schiacciato dalla natura, vi si avvicina per trascenderla.
Di siffatta apertura partecipa anche il sapere scientifico stesso. Infatti la natura in quanto realtÃ* non omogenea ed estremamente complessa, ci appare resistere ad ogni intento conoscitivo inglobante, comprendente, anche per i limiti insiti nel metodo scientifico. Di conseguenza la natura ci si mostra sempre come circoscritta entro i molteplici linguaggi della scienza; di qui l'impossibilitÃ* inoltre di sbarazzarci delle nostre conoscenze che sono sempre linguisticamente confinate entro "mappe" o "modelli" che ovviamente non sono la realtÃ*, bensì livelli o aspetti particolari di essa, che resta in sé attingibile.
E in questo spazio di irriducibilitÃ* teorica e pratica che si situa una diversa intelligibilitÃ* della natura; un'intelligibilitÃ* che è estremamente dipendente per un verso dai condizionamenti del nostro conoscere e, per l'altro, da un'emergenza ontologica che sembra affacciarsi dall'epistemologia contemporanea.
Cimentarsi nella ricerca di una definizione esauriente dei fermenti del nostro tempo appare un'impresa quanto mai rischiosa e, sotto parecchi aspetti, sterile.
Il compito sarebbe più facile e interessante se ci si limitasse ad un'analisi condotta attraverso l'individuazione di alcune parole chiave, intese come guide per posare lo sguardo sulla realtÃ*.
Una di queste parole da usare come lente di ingrandimento, soprattutto per esplorare il campo del sapere a noi più vicino, quello della filosofia e della scienza, potrebbe essere senz'altro il termine "crisi".
La storia del pensiero scientifico e filosofico contemporaneo è infatti segnata, giÃ* a partire dalla fine del XIX secolo dalla progressiva presa di coscienza di un lento ma inesorabile dileguarsi delle certezze, dei fondamenti teorici e pratici del sapere. Uno all volta, tutte le categorie del pensare e dell'agire scientifico e filosofico, idee e concetti ritenuti immutabili come il tempo, lo spazio, il rapporto tra cause ed effetto, sono stati messi alla prova.
Assunta consapevolezza di ciò, su un piano più teorico ed intellettuale si è ritenuto che una delle possibili linee di azione fosse, da un lato, quella di trovare nuove risposte, più adeguate al tempo che stiamo vivendo, agli interrogativi classici della filosofia, intesa ancora come sguardo critico sul mondo; dall'altro, si è cercato di costruire un'immagine il più possibile confortante del lavoro e delle prospettive della scienza, la quale ha mantenuto la speranza di continuare a ricoprire il ruolo ereditato dal tempo di Newton e Galileo, di fare illuminante dell'esistenza umana. Su un piano meno astratto, la crisi che caratterizza il nostro secolo è però una crisi di tipo esistenziale, profonda e diffusa a livello globale; nessun aspetto della nostra vita ne è immune, a partire da questioni come la salute, i mezzi di sussistenza, la qualitÃ* dell'ambiente e dei rapporti sociali, l'economia, la tecnologia. Si è sviluppata insomma la coscienza di una serie impressionante di emergenze, che coinvolgono l'umanitÃ*, a tutti i livelli in un tentativo di ricerca di nuove soluzioni. L'immagine stessa della filosofia e della scienza ne risulta quindi modificata: il sapere ereditato dall'etÃ* moderna, per poter sopravvivere, deve mettere in discussione uno dopo l'altro tutti i suoi fondamenti, ma soprattutto deve scoprirsi ancora capace di calarsi nella vita reale, e rispondere alle domande sempre più pressanti che essa gli pone.
Ehe sì, un bel-kaszino, nonc'è-dubbio!!!

:ciaociao00:
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(Molto spesso, quando cambia il governo, i poveri non cambiano nulla, eccetto il nome del padrone!!!
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Correva l'anno 1899... "tratto da un discorso di Giolitti"...
governare gli italiani non e' difficile: è inutile!!!
L'unico socialista (al mondo) ad aver avuto ragione!!!
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Vecchio 31-12-2006, 03.56.27   #5 Top
Depy Depy non è connesso
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Ma che diavolo.....nessuno mi riesce ad aiutare??????
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Vecchio 31-12-2006, 11.05.45   #6 Top
Burgmanair Burgmanair non è connesso
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Ma che diavolo.....nessuno mi riesce ad aiutare??????
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:icon_question:

:icon_question: ......, allora facci(mmi) capire?? Tanta fretta ma solo dopo un mese ti fai vivo!!! Nonostante la spiegazione di cui sopra nel post precedente (a proposito, ringrazio per i sinceri ringraziamenti per aver dedicato a tanto prodotto in risposta......), sei insodisfatto e pretendi ancora?? VÃ*h-bene ma, almeno si capisse cosa vuoi di più?? Non dibatti su cosa miratamente non comprendi?? Sinteticamente e, di assoluto nella teoria della legge del caos, c'è solo il caos concepito per i fini del perseguimento del disordinare ciò che si è costituito ordinatamente!!! Ne più ne meno ciò che accade ai giorni nostri??

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Vecchio 31-12-2006, 19.18.30   #7 Top
Depy Depy non è connesso
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Hai ragione forse sono stato un pò troppo brusco nei modi e poco preciso per quanto riguarda la mia richiesta....

Allora:mi sto cimentando nel volo 3D con l'elicottero e mi piacerebbe poter fare quella manovra chiamata "Chaos"....solo che non ho nemmeno idea di cosa devo fare per eseguirla...

Mi interessa sapere come devo muovere gli stick!!!!!!!!

Quando cominciai con il rolling-circle con gli aeroplani una buonissima persona mi ha spiegato la tecnica, successivamente mesi-mesi e ancora mesi di allenamento e adesso va tutto benissimo......

Sono stato abbastanza esauriente?

Speriamo.....

P.S. Grazie per l'impegno nella ricerca mitologica....

Buon Anno a tutti
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Vecchio 01-01-2007, 17.09.54   #8 Top
flycam flycam non è connesso
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Nella scienza classica, il caos era per definizione ,assenza di ordine. Oggi è considerato una dimensione retta da leggi non definibili, infatti, il concetto di disordine è inteso come complessitÃ*.
La teoria del caos è nata quando la scienza classica non aveva più mezzi per spiegare gli aspetti .................................................. .................ra capace di calarsi nella vita reale, e rispondere alle domande sempre più pressanti che essa gli pone.
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Vecchio 01-01-2007, 17.31.36   #9 Top
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In teoria il CHAOS DOVREBBE essere la rotazione dell' elicottero su tutti i suoi assi in contemporanea... non è una spiegazione esauriente ma + non ti so dire... mi dispiace!!!!
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Tommy

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Vecchio 02-01-2007, 11.23.01   #10 Top
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Citazione:
Hai ragione forse sono stato un pò troppo brusco nei modi e poco preciso per quanto riguarda la mia richiesta....

Allora:mi sto cimentando nel volo 3D con l'elicottero e mi piacerebbe poter fare quella manovra chiamata "Chaos"....solo che non ho nemmeno idea di cosa devo fare per eseguirla...

Mi interessa sapere come devo muovere gli stick!!!!!!!!

Quando cominciai con il rolling-circle con gli aeroplani una buonissima persona mi ha spiegato la tecnica, successivamente mesi-mesi e ancora mesi di allenamento e adesso va tutto benissimo......

Sono stato abbastanza esauriente?

Speriamo.....

P.S. Grazie per l'impegno nella ricerca mitologica....

Buon Anno a tutti
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:exclaim:

......, ohoo, finalmente, visto che adesso abbiamo capito tutti......, altro che filosofica spiegazione, azz!!! "La manovra del chaos" nella disciplina aeromodellistica del 3D, è ne-più-ne-meno l'utilizzo dinamico contemporaneo di tutti i comandi degli assi, sia in volo verticale che orizzontale. La stessa identica manovra, la esegue il solista delle "Frecce Tricolori" (La PAN)!!! Se hai una video cassetta e/o DVD dell'esibizioni complete del programma della PAN, la potrai vedere e notare l'evoluzione dell'inviluppo di questa interessante figura!!!

:ciaociao00:
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